Se vuoi davvero qualcosa, non esistono alibi!

Ho cominciato ad allenarmi in una palestra nel dicembre del 1998 e dopo un anno e mezzo ero già sul palco!

Entrai in palestra gracilino, pesavo a malapena 60kg distribuiti sui miei 175cm di altezza. Non ero solo gracile, non avevo nemmeno qualche muscoletto in evidenza. Insomma ero più uno skinny fat che un magro asciutto. Volevo metter su peso, volevo che le mie braccia riempissero le t-shirt piuttosto che ballarci dentro. Volevo assomigliare quanto più possibile a “Rocky Balboa” al top della sua forma. Volevo che il mio corpo parlasse ancor prima della mia bocca, ero un attivista studentesco e sentivo il bisogno di prendere posizione in tutti i sensi: a livello decisionale ed anche a livello fisico!

Non c’erano segreti per crescere: bisognava allenarsi e mangiare, e poi ancora mangiare ed allenarsi! Il must non era altro che questo! E l’integrazione? Sì, aveva il ruolo, ma non era parte delle fondamenta. Mi ritrovai così a seguire un percorso in cui inizialmente mi sembrava di dover gonfiare una ruota. “Devi essere prima grosso se vuoi quei muscoli” mi dicevano. “Non importa se metti su un po’ di pancetta, dopo la toglieremo e vedrai venire in superficie tutti i muscoli che abbiamo costruito e che quel grasso ora sta celando”.

Dai miei 60kg in dicembre ’98, passai agli 80kg in dicembre ’99. Penserai “wow, 20kg di massa in un anno!”. La bilancia segnava effettivamente 20kg in più, le braccia erano cresciute ma non capivi la differenza tra il bicipite ed il tricipite nemmeno quando andavo in contrazione; i jeans andavano stretti sulle cosce ma non si abbottonavano più nemmeno! Di certo non ero più uno skinny fat, ma un diversamente fat! Quello che vedevo non mi piaceva comunque e volevo ancora una volta cambiare. “Se vuoi il corpo di Rocky devi pensare di asciugarti come se dovessi gareggiare, quindi meglio avere l’obiettivo agonistico”.

Fu così che cominciai la mia preparazione! Passai dalle ennemila kcal che avevo ingozzato fino al 23 dicembre ‘99 alle 1300kcal circa a partire dalla vigilia di Natale dello stesso anno. Ero all’università all’epoca e ricordo che studiavo con dei mal di testa incredibili. Il percorso sembrava in salita ma la meta era troppo allettante. La motivazione era altissima ed ero disposto a fare tutto quanto mi veniva detto (ad eccezione del doping) per raggiungere il mio obiettivo.

Passano 6 mesi e mi ritrovo a salire sulla bilancia il giorno prima di gareggiare: 60kg! Era tornato l’incubo! Ero di nuovo un secco! Un tantino diverso rispetto a 18 mesi prima, con qualche muscoletto in più ma nulla di così degno di nota rispetto all’impegno profuso.

Salgo sul palco per la prima volta, Campionato Sud Italia Nabba, 4° posto in categoria Juniores. Non mi aspettavo la vittoria, non era il podio che mi interessava. Volevo vedere le foto della gara per confrontarle con quelle che precedentemente avevo scattato. Ero diverso sicuramente ma il risultato a cui ero arrivato non mi piaceva! Non ero contento, sapevo che avrei potuto fare di più, molto di più. Cominciai a riflettere su tutte le sensazioni che avevo provato durante il percorso, dalle cene che duravano 2ore (tanta era la quantità di pane da mangiare che le mascelle invocavano pietà), passando per le notti insonni nei momenti di sovrallenamento, per finire al cucchiaino di fruttosio preso 1 giorno prima della gara dove mi era stato già detto di non bere più (ho rischiato il soffocamento al pari di uno che mangia sabbia nel deserto dopo 2 giorni senza bere).

Non avevo delle soluzioni a queste  tappe sgradevoli del percorso, ma mi sono iniziato a chiedere “perché mi hanno detto di fare così?” “Perché mi hanno dato questa indicazione?” “PErché?” “PERché?” “PERChé?” “PERCHé?”

Potevo fare una sola cosa per trovare tutte le risposte che cercavo: dovevo affinare la mia intelligenza! Intesa come capacità di “leggere tra le cose”. E cominciai a studiare, cambiai facoltà nonostante avessi chiuso tutti gli esami del primo anno con brillanti voti. Scelsi Scienze Motorie, ma non mi bastava quello che facevo in facoltà e intrapresi percorsi esterni. Provavo cicli di allenamento con alimentazioni annesse e supplementazione… provavo, ri-provavo e poi provavo ancora! Qualche volta erano le ricerche scientifiche a suggerirmi il da farsi, altre volte ragionamenti dopo l’esame di biochimica o dopo quello di metodologia, altre volte il puro istinto. Nel frattempo avevo preso delle abilitazioni CONI per cominciare a lavorare e quello che facevo fare ai miei clienti portava risultati. Stavo cominciando a capire alcune cose ed i risultati che ne venivano dall’applicazione erano confortanti. Scelsi dei mentori di cui uno in particolar modo ha stravolto la mia vita e mi ha fatto innamorare di questo lavoro, uno a cui devo tanto: Charles Poliquin! Da lui ho imparato una marea di cose ed è una delle sue massime che mi ha segnato davvero:

No Pissing – No Moaning.

Quando vuoi qualcosa non esistono alibi, non puoi fermarti nemmeno per pisciare, non puoi lamentarti di nulla, devi fare e basta! Dopo che hai fatto tutto con il massimo impegno possiamo discutere del percorso che hai fatto. Ma fino a quando non sei completamente compromesso con ciò che devi fare, non vuoi veramente raggiungere il risultato che ti sei prefisso!

DISCIPLINA? Che cagata! Non esiste la disciplina! Esiste ciò che ami e ciò che non ami! Se vuoi perdere grasso ma non ti va di rinunciare al croissant al cioccolato è perché ami più il croissant che te stesso.

Se credevi che leggendo questo articolo avresti trovato l’alimentazione per la trasformazione del secolo, l’allenamento ideale o la pillola magica ti sei sbagliato! Non ci sono segreti, non ci sono macumbe, c’è solo quello che è meglio per te. E fino a quando non sarai disposto a farti veramente il culo, nemmeno questo darà i suoi frutti.

NO PISSING – NO MOANING

Se sei disposto a farlo diventare il tuo mantra, se sei disposto a farti veramente il culo, allora ha un senso che tu vada avanti con la lettura per scoprire alcune delle cose più importanti che ho potuto comprovare sul campo in una esperienza che dura da oltre 20’anni.

Foto sx Giugno 2014 / Foto dx giugno 2000

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