Tra biologia e società: come Yin e Yang influenzano la nostra identità di genere

Torna indietro nel tempo fino a neanche un secolo fa. Questa domanda, suscitando magari anche il riso di chi l’ascoltava, avrebbe avuto una risposta decisa e univoca. Rispettando quelli che sono i canoni biologici dell’identità sessuale, la maggior parte degli individui appartenenti al genere umano non avrebbe avuto alcun dubbio nel collocarsi in una delle due categorie, maschio o femmina.

La biologia, infatti, non ammette possibilità di equivoco. Il sesso, in ogni individuo, è determinato dai cromosomi sessuali. La femmina possiede due cromosomi X in ogni nucleo di cellula somatica, il maschio ha invece un cromosoma X e uno Y. Quindi definire un essere umano di sesso femminile o maschile per la biologia ha un significato e un valore ben precisi.

Pensa ora ai giorni nostri, è ancora così semplice dare una risposta decisa e univoca al quesito?

Prima di rispondere riflettiamo insieme.

È vero che la biologia non è suscettibile di equivoci, ma è anche vero che la stessa biologia ci dice che il cromosoma X, più grande, porta con sé i geni di molti caratteri ereditari oltre quelli della determinazione del sesso mentre il cromosoma Y, più piccolo e di forma diversa, porta con sé principalmente i geni coinvolti nella determinazione del sesso. Volendo considerare questi primi fondamentali concetti sembra quasi che nel maschio si venga a creare una sorta di deviazione rispetto allo scenario di simmetria, armonia e regolarità caratteristico dell’universo femminile. Un’asimmetria necessaria ed inevitabile, però, per determinare la differenza tra i sessi.

Questa tesi sembra poi essere avvalorata anche dal fatto che sebbene il sesso dell’embrione venga definito nel momento in cui l’ovulo e lo spermatozoo si uniscono, devono trascorrere cinque settimane prima che l’embrione inizi a svilupparsi a seconda del proprio sesso. Fino a quel momento si parla di periodo indifferenziato di sviluppo sessuale. A partire da questo stadio non ancora differenziato, i successivi cambiamenti anatomici risulteranno meno drastici e appariscenti se lo sviluppo del feto prevede il sesso femminile mentre risulteranno più palesi, almeno esteriormente, con l’evoluzione verso il sesso maschile.

Tutti i meccanismi biologici, affinché avvengano secondo le leggi della natura, devono essere preceduti da corrette informazioni biofisiche. L’energia che alimenta e consente i processi biologici deve essere in perfetta risonanza con l’informazione che garantisce il rispetto delle leggi della natura. Solo in questo caso l’essere umano è in grado di vivere una vita scevra di qualsiasi scostamento dagli standard naturali che possa condizionarne la qualità generando stressors difficili da affrontare.

Femmina e Maschio, come le energie Yin e Yang, non possono esistere di per sé, perlomeno nel mondo così come lo conosciamo, ma debbono manifestarsi unicamente nella reciproca dinamica influenza: uno degli elementi della coppia è definito cioè unicamente dalla contemporanea presenza del suo opposto/complementare, ed il senso della coppia sta unicamente nell’equilibrio armonico dei due.

Premesso questo, si hanno comunque, nei testi di Medicina Classica Cinese, una distinzione ed una diversa attribuzione di finalità e funzioni per l’uomo e per la donna. Nel I° capitolo del Huangdi Neijing Suwen sono descritti i due cicli che reggono la crescita, lo sviluppo, la naturale fecondità e la riproduzione nella specie umana:

  • 7 fasi di 7 anni ciascuna per la femmina,
  • 8 fasi di 8 anni ciascuna per il maschio.

Non solo…il testo rimanda costantemente al continuo incrocio Yin/Yang, femmina/maschio, ed alle sue manifestazioni nella evoluzione fisica di ogni essere umano.

Il numero 7 esprime, nel Libro dei Mutamenti (I Ching), ed in genere nella tradizione cinese, la vitalità dello Yang, il fugace e scintillante Yang. Il 7 identifica il “fuoco ministeriale”, il calore del livello energetico del Giovane Yang (Shao Yang). Quando la donna, maggiormente legata allo Yin, raggiunge il numero 7 o un suo multiplo, lo Yang sale in potenza e può operare in seno allo Yin: qualcosa della congiunzione sessuale Yin/Yang si rivela allora nella donna stessa, ed ogni 7 anni appare così in lei una nuova tappa della fecondità.

Il numero 8, nel Libro dei Mutamenti, è l’espressione dell’occupazione fisica di un territorio, della sua presa di possesso. Identifica il “fuoco imperiale” del livello energetico del Giovane Yin (Shao Yin). Il bambino che raggiunge l’età di 8 anni avverte per la prima volta in sé la rivelazione dello Yin, che si manifesta anche nella sempre maggior evidenza del suo apparato genitale che si costituisce e discende. Di 8 anni in 8 anni, continuerà ad incrociare nuove manifestazioni di questa caratteristica materiale dello Yin, che scandiranno il suo sviluppo fisico e sessuale.

Quando questa capacità di compenetrazione, e le connesse virtù verranno meno, Yin e Yang si distanzieranno sempre di più fino al completamento del ciclo: 64 anni per l’uomo (8 volte 8 anni), e 49 anni per la donna (7 volte 7 anni). Alla fine del ciclo l’essere umano perderà la propria capacità riproduttiva, si avvierà verso il declino fisico (esaurimento del Jing) fino a quando non sopraggiungerà la morte.

Sempre nel Huangdi Neijing Suwen, capitolo V°, viene sancito il concetto che la vita dell’essere umano così come la sua capacità di definirsi come essere di sesso femminile o maschile dipendono fortemente dal sottile equilibrio con cui lo Yin e lo Yang si esprimono in una calibrata miscela di sangue (Xue) e soffi (Qi).

All’interno di questa indivisibile dinamica, all’interno di quest’intima compenetrazione di Yin e Yang in ogni individuo, puoi riuscire ad identificare caratteristiche peculiari più facilmente ed immediatamente attribuibili al maschile ed al femminile.

Nel maschio, già ad una prima osservazione delle caratteristiche anatomiche, puoi evidenziare:

  • una massa muscolare maggiore e con capacità di prestazioni, in termini di forza, velocità e resistenza, maggiori;
  • uno sviluppo esterno degli organi sessuali con la possibilità del pene di innalzarsi, di erigersi, per permettere il rapporto sessuale.

Sono caratteristiche che immediatamente fanno pensare all’elemento Legno, ad uno Yang mobile, potente, crescente, ad una forza che tenda a rivolgersi verso l’alto e l’esterno. Una maggiore forza muscolare, ed insieme la visibilità della potenza sessuale, sono risonanze molto evidenti del Legno Yang…non è un caso che nel lessico comune, un possibile appellativo dell’organo sessuale maschile sia “verga”, quasi a sottolineare questo peculiare aspetto.

Se prendi poi in considerazione le caratteristiche comportamentali, puoi evidenziare degli aspetti individuali e sociali che ancora rimandano al Legno Yang, infatti il maschio:

  • lavora per lo più fuori casa, al di fuori della famiglia;
  • esprime la propria tensione “Legno” nello sport e nella tradizione militare;
  • è abitualmente (o “deve” essere) più rumoroso ed estroverso;
  • è tradizionalmente più aggressivo;
  • a lui sono demandate protezione e difesa del nucleo familiare ed anche della comunità cui appartiene.

In sostanza il maschio ha il compito, abitualmente, di utilizzare le proprie energie in attività rivolte all’esterno, e molti dei suoi sforzi tendono “al di fuori”.

Nella femmina puoi invece osservare:

  • un corpo meno muscoloso;
  • l’evidenza delle mammelle;
  • la non evidenza degli organi riproduttivi, celati invece nella profondità dell’addome.

Anche uno sguardo superficiale suggerisce di trovarci in presenza di un essere la cui funzione, in termini strettamente naturali, sia:

  • accogliere;
  • ricevere per far crescere;
  • poter nutrire.

Nella tradizione Cinese così come in molte altre culture tradizionali, dal punto di vista comportamentale dalla femmina derivano attività concrete e fondamentali, ma anche un poco nascoste e dimesse rispetto a quelle del maschio.

La femmina convenzionalmente è:

  • deputata a nutrire i componenti della famiglia, a crescere ed educare i figli;
  • responsabile del buon andamento della casa;
  • la base sulla quale poggia, e dalla quale prende forza, la famiglia stessa.

Per “prendere forza” intendo sia il concetto molto materiale dell’essere nutriti attraverso gli alimenti, del ricevere cioè qualcosa di indispensabile per vivere sani, sia il poter contare su di un punto di appoggio solido ed affidabile. Concetti che, dietro la loro apparente banalità, manifestano forti risonanze della concretezza e della capacità di accoglienza dello Yin/Acqua, come anche della capacità di nutrire e far crescere dello Yin/Terra.

Alla luce di quanto detto finora puoi, a questo punto, riflettere su di una cosa.

Nella diversa proporzione di sangue e soffi che determina ogni individuo nel proprio sesso, vi è nell’uomo una preponderanza di elementi Yang e Legno che ne caratterizza anatomia, fisiologia e, grossolanamente, tratti psicologici, mentre nella donna prevalgono elementi Yin ed Acqua/Terra. È impensabile però che dalla miscela di sangue e soffi, derivanti dalla medesima matrice energetica, derivino due esseri in tutto e per tutto distinti in genere. Inevitabilmente ritroveremo nel maschio caratteristiche femminili e viceversa: sembrerebbe addirittura esservi, come ti dicevo in precedenza, una sorta di radice comune a tutti gli esseri umani forse maggiormente vicina alla densità dello Yin. Le modalità di espressione di questa stessa radice, frutto della realizzazione dei cicli di cui sopra che regolano lo sviluppo di ogni individuo, determina la qualità della coerenza con cui vengono a corrispondere l’identità di genere con il sesso biologico.

L’alterazione di uno dei due cicli, inevitabilmente legato ad un disequilibrio di yin e yang può quindi essere responsabile di una disforia di genere. Identità di genere e sesso biologico perdono la loro corrispondenza e l’identificazione sessuale non è più così chiara. Siamo di fronte ad individui “transgender” o “transessuali”.

L’identità di genere è il senso di appartenenza di una persona a un genere (maschilefemminilenon binario), con cui detta persona si identifica.

Se una persona presenta un’identità di genere diversa dal sesso alla nascita, allora è definita transgender o transessuale. Al contrario, invece, è definita cisgender o cisessuale.

Nella maggioranza della popolazione generale, le cosiddette persone “cisgender”, l’identità, il ruolo di genere e il sesso biologico corrispondono. Ad esempio, una donna/uomo cisgender:

  • ha i caratteri sessuali femminili/maschili (sesso)
  • si percepisce in modo subconscio come donna/uomo (identità di genere)
  • viene percepita/o dalla società come donna/uomo o altro (ruolo di genere)

A questo punto credo che tu possa capire perché la domanda “tu…di che sesso sei?” non è detto che abbia sempre una risposta decisa e univoca.

Tutti i fattori che, in qualche modo, alterano l’equilibrio dinamico Yin/Yang determinano manifestazioni non equilibrate delle caratteristiche sessuali e viceversa. Nel tempo il mancato ripristino dell’equilibrio può causare delle dispercezioni relative alla corrispondenza tra identità di genere e sesso biologico conducendo l’essere umano ad una disforia di genere.

BIBLIOGRAFIA

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  9. Meditation Taoiste, Ed. Dervy, Robinet Isabelle 1979.
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