La tremenda forza che è in te

Tempo fa la WWBT News e moltissime altre emittenti e testate giornalistiche americane divulgarono una notizia che aveva dell’incredibile: “Donna solleva l’auto per salvare il papà”.

Lauren Kornacki una donna della Virginia è stata definita un’eroina dopo che è stata vista sollevare un’auto per salvare la vita di Alec Kornacki, suo padre, rimasto schiacciato sotto la sua BMW 525i dopo che la stessa era scivolata dal martinetto che la reggeva.

Intervistata, ha dichiarato: ”Ero nei paraggi e quando sono accorsa la prima cosa che mi è balenata per la mente è che stavo per perdere mio padre. Ho pensato solo a raccogliere le forze per tirarlo fuori.”

Fortunatamente Lauren è anche addestrata alla rianimazione cardiopolmonare. Pertanto è stata in grado di rianimare suo padre e far sì che potesse essere trasportato in terapia intensiva al Virginia Commonwealth University Medical Center con diverse coste rotte e altre fratture.

Lauren da quel giorno è stata etichettata come la donna dalla forza sovrumana.

A questo punto se ti stai chiedendo come questo sia possibile ti consiglio di continuare nella lettura.

Cominciamo a riflettere insieme e per farlo ho bisogno di parlarti di “LUCE”.

Non stropicciarti gli occhi!

Hai letto bene voglio proprio cominciare parlandoti di fenomeni luminosi.

Sai che differenza c’è tra la luce emessa da una lampadina e quella emessa da un laser?

Tutto ciò non è frutto di un’aberrazione né tantomeno hai sbagliato link, abbi solo un attimo di pazienza.

Pur essendo entrambi sorgenti di luce e quindi emettitori di radiazione elettromagnetica, le caratteristiche di questa radiazione sono completamente diverse.

Il laser, ossia l’acronimo di “Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation”, rispetto ad una lampadina ha le seguenti caratteristiche:

  • Direzionalità: al contrario delle sorgenti elettromagnetiche tradizionali, il laser emette la radiazione in un’unica direzione.
  • Monocromaticità: il laser emette in un’unica lunghezza d’onda.
  • Radianza: nei laser la quantità di energia emessa è incomparabilmente più elevata rispetto alle sorgenti tradizionali. In particolare è elevato il numero di fotoni per unità di frequenza. Questa caratteristica è diretta conseguenza delle due precedentemente citate.
  • Coerenza: mentre nell’emissione spontanea (es. lampadina) ogni fotone viene emesso in maniera casuale rispetto agli altri, nell’emissione stimolata ogni fotone ha la stessa fase del fotone che ha indotto l’emissione. La fase viene quindi mantenuta nel tempo e nello spazio.

A farla breve ciò che in input stimola il laser ha la stessa fase di ciò che emerge in output. Questo ne garantisce l’efficienza e l’alto rendimento.

Dopo questa apparente digressione torniamo a noi e alla nostra dimensione.

In neurologia i motoneuroni sono i neuroni localizzati all’interno del Sistema Nervoso Centrale (SNC) che trasportano il segnale all’esterno per controllare direttamente o indirettamente i muscoli e il movimento. La loro attività può essere considerata a tutti gli effetti la risposta in output del SNC alla stimolazione in input da parte dei neuroni sensoriali, deputati invece a raccogliere gli stimoli dall’esterno.

Ebbene i motoneuroni, e prendi il concetto con le dovute “pinze”, rappresentano l’equivalente anatomico del laser.

…torniamo ora soprattutto a Lauren…

Il caso di Lauren non è un caso isolato!!!…ci sono tutta una serie di eventi che descrivono situazioni analoghe dove qualcuno si è reso protagonista di gesti che richiedevano una forza smisurata.

Se ci pensi bene esistono al mondo moltissimi atleti capaci di creare e scatenare una forza tremenda, soprattutto tra quelli impegnati in competizioni che richiedono esercizi di sollevamento.

La maggior parte di essi riesce ad esprimere livelli alti di forza attraverso un processo di densificazione della Spinta Neurale (Neural Drive) e a tal proposito ti farò comprendere come un minimo deficit nel mantenere la Spinta Neurale può portare a errori tecnici o in extremis all’incapacità di completare più ripetizioni durante il sollevamento.

A questo punto un interrogativo sorge spontaneo: Cos’è la Spinta Neurale?

Prima di rispondere è bene che tu ti ponga in una prospettiva diversa e comprenda cos’è la forza.

La forza inizia semplicemente come un pensiero. il cervello organizza uno schema di impulsi che viaggiano verso i nervi e attraverso il corpo per creare movimento in risposta ad un determinato carico.

Ebbene la Spinta Neurale è lo strumento che garantisce il corretto funzionamento del nostro laser anatomico in termini di coerenza di fase tra ciò che viene recepito in input (compito da assolvere) e la generazione dell’output (azione da effettuare per lo svolgimento efficiente e completo del compito).

I grandi atleti sanno come creare più forza da ciò che chiamiamo pulsione neurale densificante. Insomma hanno sviluppato diversi trucchi per densificare quella Spinta Neurale e generare ancora più forza.

Lauren ha fatto esattamente come questi atleti. È riuscita ad estrarre il papà sollevando l’auto senza provocarsi una lesione ai bicipiti o una qualsiasi lesione al rachide. In qualche modo in quell’istante è stata capace di densificare la spinta neurale per ottenere quella super forza.

Si ma Lauren lo ha fatto in modo del tutto inconsapevole, potresti obiettare…come può un atleta ottenere un risultato analogo nella piena consapevolezza?

In tanti anni passati sul campo lo abbiamo visto fare a molti grandi atleti.

Per creare una Spinta Neurale molto densa è necessario che, in primis, il cervello percepisca una assoluta stabilità articolare. Immagina soltanto cosa potrebbe accadere se avessi uno stiramento ai legamenti del ginocchio. Il tuo cervello percepirebbe quell’instabilità e potrebbe creare uno schema di compenso non ottimale, non atletico. Nell’approccio Joint by Joint di Cook se un’articolazione perde stabilità, la coppia di forza applicata per effettuare una determinata forma di esercizio si traduce in un movimento la cui realizzazione grava in misura disequilibrata sull’articolazione che ha perso stabilità.

Quando il cervello percepisce quell’instabilità spegne la Spinta Neurale.

Per chiarirti maggiormente le idee ti faccio un esempio.

Diamo un’occhiata ad un qualsiasi atleta che partecipi al World’s Strongest Man Contest durante lo Squat mentre esegue la ripetizione prima di quella su cui ha mollato. Probabilmente vedrai che la perdita di stabilità dell’anca determinerà un micromovimento di scivolamento verso l’esterno. Il cervello, percependo l’instabilità, non è in grado di inviare la piena Spinta Neurale e lo squat o non viene completato o termina con quella ripetizione.

Osserva questo video:

Durante le prime ripetizioni effettuate da ciascun atleta puoi osservare una sufficiente fluidità e potenza con un buon controllo. Soffermati sulle loro ultime ripetizioni. Non potrai fare a meno di notare che il failure è accaduto quando la tecnica ha iniziato a crollare. Per ciascuno di essi la Spinta Neurale è diminuita nell’esatto momento in cui la forma di esercizio è stata viziata da uno shift del bacino, da una flessione eccessiva del tronco o da una qualsiasi altra compromissione tecnica. Effettuare ancora una ripetizione dopo l’ultima realizzata sarebbe stata una lotta insostenibile.

Migliorare la propria performance quindi non può non passare per lo sviluppo di programmi di allenamento che prevedano il miglioramento della stabilità in primis del core. Avere un core stabile significa creare una stabilità sufficiente attorno alla colonna vertebrale proprio come i cavi tiranti che si attaccano a una torre radio.

Un altro fattore chiave per la densificazione della Spinta Neurale è l’espressione facciale. Non vedi molti atleti impegnati nella loro performance esprimere gioia sul viso, ciò andrebbe a scapito della densità che stanno ricercando. Quello che fanno, invece, è creare una “Game Face” che consenta loro di spostarsi sul piano neurale della risposta in termini di lotta o fuga garantendosi, in questo modo, la possibilità di densificare la Spinta Neurale. Lascia entrare un piccolo segno di soddisfazione sul tuo viso prima di concludere una performance con la convinzione di avercela fatta e fallirai miseramente. Non ho mai visto nessun atleta vincere una gara importante togliendo attenzione alla performance per alimentare il proprio EGO.

Concludendo se vuoi essere altamente performante e raggiungere livelli alti di forza allora…

PENSA A STARE STRETTO e NON PERDERE MAI LA TUA GAME FACE prima di aver concluso la tua performance.

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