Il Napoli “corre” sotto la supervisione dei suoi preparatori atletici AFI

Stare bene fisicamente, evitare infortuni, correre in mezzo al campo. Aspetti fondamentali per eccellere nello sport. La tecnica e la tattica svolgono un ruolo importante nel futsal, ma senza una adeguata preparazione atletica diventa impossibile puntare in alto. Il Napoli lo sa bene, e nel corso dell’estate ha deciso di rinnovare la fiducia a Claudio De Michele e Mirko Esposito, tra i protagonisti della splendida cavalcata in A2.

𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗶𝗼 𝗗𝗲 𝗠𝗶𝗰𝗵𝗲𝗹𝗲 – “Per me e il mio staff ogni anno è di studio e di crescita. Nonostante l’ultima fantastica stagione e i grandi risultati ottenuti sotto l’aspetto fisico-atletico, abbiamo avuto modo di perfezionare alcune cose.

Il sistema AFI incentra il lavoro degli atleti di futsal sullo sviluppo della forza, tenendo conto del modello prestativo del nostro sport”. Il preparatore entra nello specifico:

“Ogni atleta viene analizzato sotto più punti di vista: infiammazione tissutale, equilibrio strutturale e neurotrasmissione. Con il sistema di valutazione AFI, stabiliamo il livello di infiammazione, in modo che una individualizzata strategia di allenamento, nutrizionale e di integrazione sportiva, possa ridurla e favorire la performance.

Ogni atleta ha dei punti deboli, ogni atleta sarà forte solo quanto il suo punto debole. Pertanto, per migliorare la performance di ciascuno, lavoriamo per raggiungere il più alto equilibrio strutturale riducendo le loro deficienze al minimo”.

L’ultimo punto riguarda la neurotrasmissione: “Per muoverci, abbiamo bisogno di un segnale che passa dal nostro sistema nervoso ai muscoli, trasmesso attraverso specifiche sostanze. Non tutti utilizziamo le stesse sostanze e, in base a quella che preferiamo, abbiamo bisogno di strategie di allenamento diverse. Qualcuno cambierà allenamento più spesso, altri lo terranno per più tempo, altri ancora avranno bisogno di deload più frequenti”.

Il cambio di categoria, a livello fisico, non sta pesando: “Lo scorso anno, dal primo giorno di ritiro, ci siamo allenati come se stessimo affrontando la Serie A. Il lavoro nella sostanza non ha subito grosse modifiche, ma nella pratica, con innesti di giocatori di categoria, la velocità di pensiero, di reazione e di gioco in generale si è alzata, tanto da consentire già l’adattamento alla categoria.

Il lavoro del preparatore atletico non deve essere egoico: io sono un metodologo e alleno in funzione di ciò che osservo. Se i miei ragazzi riescono ad avere un allenamento specifico che soddisfa le richieste della categoria, non ho bisogno di aggiungere altro solo per far vedere che sto lavorando.

Osservazione, valutazione, programmazione i tre capisaldi del sistema AFI. Se fallisci nella programmazione, stai programmando un fallimento”.

I tanti turni infrasettimanali impongono una cura maniacale dei dettagli: “Il miglior modo per affrontare gare così ravvicinate è arrivarci con atleti che abbiano infiammazione tissutale bassa e livelli di forza alti: il primo aspetto consente di recuperare molto più rapidamente da uno sforzo, il secondo ti permette di essere più efficiente e di sprecare meno energie possibili.

Con il Napoli organizziamo valutazioni nell’off-season, perché è il momento più importante: se durante la fase di transizione gli atleti continuano a mantenere uno stile di vita idoneo alla propria professione, dal primo giorno di ritiro posso pensare solo ed esclusivamente a elevare il loro livello di performance.

Quando raggiungeremo la forma migliore?

Non esiste, la forma migliore è sempre quella che non hai ancora raggiunto”.

De Michele conclude con una menzione particolare: “Rodolfo Fortino è un esempio per tutti. Nonostante i suoi 38 anni, si sta spingendo oltre quella che era stata la sua migliore forma, ha una percentuale di grasso sotto il 10%, è il primo ad arrivare e l’ultimo a lasciare la palestra e il campo, ha un massimale di squat che raddoppia il suo peso corporeo, un massimale di panca orizzontale che arriva a una volta e mezzo il suo peso corporeo e una trazione equilibrata alla spinta. Se per qualcuno quanto detto è arabo, lo traduco in parole semplici: Rodolfo accelera e decelera in modo assolutamente efficiente visti i suoi livelli di forza, e recupera con estrema facilità grazie a una percentuale di grasso così bassa e una conseguente ridotta infiammazione tissutale”.

𝗠𝗶𝗿𝗸𝗼 𝗘𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘁𝗼- Claudio De Michele può avvalersi del prezioso contributo di Mirko Esposito, suo braccio destro al Napoli e ormai punto di riferimento per tutti i giocatori: “Alimentazione e nutrizione sono due pilastri fondamentali per ogni atleta – osserva Esposito -.

Già lo scorso anno abbiamo avuto il piacere di lavorare con professionisti, ma il percorso è stato influenzato dalla pandemia che aveva inciso in maniera negativa sulla condizione dei ragazzi.

Quest’anno, invece, abbiamo potuto chiedere ancora di più ai nostri atleti. Una delle novità è stata il puntare al 10% di grasso entro Natale, in molti sono già sotto a questa percentuale.

Meno grasso, più massa magra, più velocità e potenza”. L’avvio stentato ha sorpreso molti addetti ai lavori, non Esposito: “La fase iniziale destabilizzante, e soprattutto fisiologica, era già stata prevista dallo staff, soprattutto le prime tre partite – svela il preparatore -. Già dal match con la Feldi Eboli, però, la squadra ha avuto modo di mostrare la sua vera forza e far capire a tutti che non siamo qui solo per partecipare”.

Si punta a crescere sempre, giorno dopo giorno, sotto ogni punto di vista: “Mister Basile prepara le gare con uno studio degli avversari e degli errori da noi commessi in maniera eccelsa, ogni settimana si lavora sul migliorare il dettaglio che fa la differenza.

Dal punto di vista atletico, cerchiamo di raccogliere sempre feedback dai ragazzi, in modo da adattare gli allenamenti anche a questo. Analisi specifica e feedback continuo: ci concentriamo quotidianamente su questo”.

Il Napoli non è solo professionalità e organizzazione, ma anche una sola anima: “Dopo le prime tre partite, noi dello staff ci siamo uniti ancora di più, e i risultati si sono visti – conclude Esposito -.

Credo che restare uniti e compatti, proprio come ora, sia la chiave per divertirci, divertire e prendersi tante soddisfazioni”. Con due professionisti così, è impossibile non puntare in alto.

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